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Pippo


PIPPO
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Moby Prince

Moby Prince



Moby Prince

(testi e disegni)
(150 pagine)
Becco Giallo
2010

I sogni nella casa della strega



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I sogni nella casa della strega
(omaggio a Lovecraft)
su Lovecraft Black & White
Dagon Press
2010

Ispettore



L'ISPETTORE
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Moby Prince

Kossiga!


(vignetta da da una tavola di Moby Prince)

17/08/10
Oggi è morto Francesco Cossiga.
Il più giovane sottosegretari alla difesa (1966), il più giovane ministro degli interni (1976), il più giovane presidente del senato (1983), il più giovane presidente della repubblica (1985)... ecco alcune cose di cui poco si parlerà a proposito di questo giovanotto:


-1977. A Bologna, nel corso dei violentissimi scontri tra universitari e forze dell'ordine, viene ucciso Pierfrancesco Lorusso, un attivista di Lotta Continua. Durante le proteste scatenatesi a seguito di questo fatto, Francesco Cossiga, allora presidente degli interni, risponde inviando i mezzi blindati nella zona universitaria. In seguito vieta le manifestazioni di piazza, che però continuano in tutta Italia..
A Roma, al ritorno da un sit-in femminista, muore a colpi d'arma da fuoco, in circostanze tutt'ora non chiare, la diciannovenne Giorgiana Masi. In molti sospettano che il delitto sia avvenuto per rappresaglia (a causa del ferimento, due ore prima di un carabiniere). Giorgiana Masi diventa il simbolo della lotta universitaria e femminista. Nello stesso periodo, vengono lanciate ripetute accuse verso le forze dell'ordine, le quali mischierebbero agenti in borghese armati tra i manifestanti con il compito di generare caos e violenza. Cossiga non si dimette, sui muri il suo nome viene scritto con una "K" come iniziale e con la doppia esse uncinata a ricordare i metodi della polizia nazista.
-2007. Trent'anni dopo, in un'intervista, Francesco Cossiga dichiara di essere una delle cinque persone a conoscenza del nome dell'assassino di Giorgiana Masi.


-1978. Nei primo mesi dell'anno, Francesco Cossiga, con poteri speciali è intento a rivoluzionare completamente i servizi segreti, scioglendoli e rifondandoli, con urgenza e creando non pochi malumori, quando in marzo le brigate rosse sequestrano l'onorevole Aldo Moro. Cossiga crea due comitati di crisi, molti dei componenti dei quali risulteranno, poi, iscritti alla P2 (lo stesso Liceo Gelli ne fa parte). Interviene anche uno specialista americano, il quale, visti i sospetti di fughe di notizie, inizia a ridurre il numero dei partecipanti alle riunioni, fino a rimanervi solo lui e Cossiga, ma, avrà a dire che "la falla non accennò a diminuire" continuando a far giungere informazioni ai sequestratori. Cossiga in seguito non smentirà queste dichiarazioni, ma parlerà solo di "cattivo gusto".
Non viene aperta nessuna trattativa con i rapitori e dopo il ritrovamento del corpo di Moro, Cossiga si dimette dall'incarico di ministro dell'Interno.


-1979- Francesco Cossiga è presidente del consiglio, anche se la legislatura durerà solo fino all'autunno dell'anno successivo. In questo periodo, qualcuno avvisa il senatore della Democrazia Cristiana Donat Cattin che il figlio è indagato con l'accusa di essere coinvolto in episodi terroristici e gli consiglia di farlo espatriare. Il partito comunista indica l'ex ministro dell'interno, Francesco Cossiga, come autore delle indiscrezioni e il tribunale di Torino apre un'inchiesta. Cossiga, indignato, minaccia le dimissioni e il parlamento chiede scusa, ritenendo false e infamanti le accuse di favoreggiamento e rivelazione di atti d'ufficio. In seduta plenaria, vota per l'archiviazione del caso.
-2007- A più di 20 anni dal fatto, quando ormai ogni accusa è caduta in prescrizione, Francesco Cossiga, ammette in una intervista, che era effettivamente lui la gola profonda.


-1980- Nell'estate della sua presidenza del consiglio, un DC9, un aereo passeggeri partito da Bologna e diretto a Palermo, esplode nei cieli italiani e si inabissa nel mare tra le isole di Ponza e Ustica provocando la morte di 81 persone. Francesco Cossiga e il suo governo sono convinti fin dai primi istanti: una bomba a bordo è la causa dell'incidente. Che non si parli di missili o coinvolgimento da parte di forze armate italiane o alleate.
-2007- A distanza di quasi 30 anni dall'incidente aereo, Francesco Cossiga dichiara in una intervista di "non poter dire, pur sapendolo, qual è il Paese alleato che, puntando male un missile, colpì il DC9".
2008- Un anno dopo, sempre intervistato su Ustica, Francesco Cossiga, svela il nome del Paese alleato: "i francesi sapevano che quella sera sarebbe passato l'aereo di Gheddafi, ma il leader libico si salvò, perché lo apprese dai nostri servizi segreti e decise di tornare indietro".


-1980- Nella stessa estate, a circa un mese dal disastro di Ustica, una bomba alla stazione di Bologna provoca 85 morti e 200 feriti. Francesco Cossiga e il suo governo, dapprima attribuiscono la strage a un evento fortuito (lo scoppio di una caldaia), ma, appena diventano più chiare le dinamiche dell'accaduto, anche per loro si palesa l'idea che si tratti di una ordigno di matrice neofascista.
I processi si sono conclusi con l'arresto dei presunti esecutori materiali , ma dei mandanti nessuno sa nulla. Liceo Gelli, maestro della P2, verrà condannato per depistaggio.
-1991- Nel periodo dell sua presidenza dell repubblica, Francesco Cossiga, dichiarerà a proposito della bomba a Bologna di essersi "sbagliato", nel 1980, a definire "fascista" la strage alla stazione e di essere stato "mal indicato" dai servizi segreti.
Negli anni successivi (2004), Cossiga, tornerà sull'argomento e aggiungerà come la strage non sia da imputarsi al terrorismo nero, ma ad un "incidente" di gruppi della resistenza palestinese operanti in Italia...


-1990- In un nascondiglio all'interno di un appartamento, ex covo delle brigate rosse, viene ritrovata, in maniera fortuita, la seconda parte del memoriale di Aldo Moro. In quegli scritti si parla di una organizzazione segreta e cui fanno parte esponenti del governo e vertici militari, che esiste dalla fine della seconda guerra mondiale, che ha lo scopo di salvaguardare e mantenere un certo ordine politico-sociale e che dispone di armi e di un esercito segreto da attivare in caso di necessità. Si tratta di Gladio.
Per il governo (allora presieduto da Andreotti) è uno scossone tale da portarlo alla crisi.
Francesco Cossiga, non si presenterà mai a nessun processo quando gli verranno chieste spiegazioni su questo e altri argomenti. Continuerà, però, a farsi intervistare e a rilasciare dichiarazioni in cui ribadirà che Gladio è "una cosa legittima, anzi doverosa".


non dedicategli una piazza, per favore...

manifestazione di piazza



tratto da una tavola de
il Treno

il Treno



il Treno

(testi di Andrea Laprovitera)
(102 pagine)
Rizzoli Lizard
2010

il Treno



il Treno
(testi di Andrea Laprovitera)
(102 pagine)
Rizzoli Lizard
2010

Matteo




MATTEO
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il Treno

Andrea e Sandra


ANDREA e SANDRA
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il Treno

Quel che resta


(vignetta da da una tavola di Ustica)

27/06/10
Ma cosa resta, alla fine?
Venticinque anni di indagini e due processi cosa ci dicono?
Ci dicono che se depistaggi, omissioni, deviazioni e bugie ci furono, non è a loro - al vertice dello stato Maggiore dell’aeronautica Militare italiana del 1980 - che bisogna chiederne conto. non c’è un solo alto ufficiale che abbia sbagliato una virgola. Figuriamoci giù per lo scivolo della scala gerarchica.
A questo punto, cosa pretendono i familiari di questi ottantuno morti? Mica glielo deve passare la Corte d’assise, l’indirizzo dello sportello giusto a cui rivolgersi per ottenere una risposta. Ciò che adesso importa davvero è sapere che in questa storia le istituzioni hanno funzionato al loro meglio. In efficienza, in onestà, in trasparenza. Tutti hanno fatto il loro dovere, la sovranità nazionale è stata rispettata. Per una volta possiamo affermare che questo Paese non guarda in faccia a nessuno e può guardarsi allo specchio a testa alta. C’è di che esserne fieri.
Certo, quando il DC-9 Itavia esplose nel cielo di Ustica, era l’aeronautica Militare a gestire lo spazio aereo italiano. Gente in divisa, addestrata. Mica dei controllori civili qualsiasi. Certo, sembrava logico che fosse proprio l’aeronautica Militare a doverci raccontare la verità. Senza imbarazzi e senza “non ricordo”. Certo, non potevano essere i nostri alleati a spiegarci di chi erano tutti i caccia fantasma in volo quella notte.
(...)
Se ne dicono tante su Ustica. Ma sarebbe ora di finirla di scocciare con questa storia dell’aereo abbattuto.

Solo un’ultima cosa ascoltata al processo che ha restituito l’onore ai generali. La frase di un uomo: “nella mia vita ho fatto un solo errore: non sono salito su quell’aereo. Volevo morire anch’io, con i miei bambini, è stato durissimo continuare a vivere.”
Cosa gli vogliamo dire, adesso, a quest’uomo?
Coraggio, è andato tutto bene...

(tratto da "Non gli resta che piangere" articolo di Andrea Purgatori del 2006)

Oggi sono 30 anni da quando il dc9 partito da Bologna e diretto a Palermo si è inabissato nel mare tra le isole di Ustica e Ponza portando con sé 81 vite.

il Treno - Copertina



il Treno
(immagine di copertina)
(grafica di copertina a cura di Lizard)
Rizzoli Lizard
2010

Sandra e Andrea


ANDREA e SANDRA

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Ustica (ristampa) - Copertina


Ustica
(ristampa)
(immagine e colori di copertina)
(grafica di copertina a cura di Becco Giallo)
Becco Giallo
2010